Counseling psico-genealogico

COS’E’ IL COUNSELING?

Il counseling è una relazione professionale di aiuto volta ad offrire sostegno a chi si trova in una fase di difficoltà del vivere quotidiano; si può trattare di difficoltà emotive o relazionali, di fatica nell’affrontare un passaggio esistenziale, un lutto, un abbandono, una perdita, una crisi lavorativa o di coppia, o una scelta difficile personale o professionale. Nel definire il counseling è fondamentale porre l’accento su “fase” perchè questo elemento costituisce la discriminante tra counseling e psicoterapia.

Il counselor, infatti, non si propone di intervenire sulla struttura della personalità del cliente ma mette a disposizione il proprio aiuto e le proprie competenze soltanto per il tempo (breve e circoscritto) necessario a risolvere il problema che il cliente stesso ha identificato in occasione dei primissimi incontri.

Si capisce quindi che l’intervento del counselor fa appello alla parte “sana” delle persone “sane” ed è volto ad attivare le risorse e le competenze che sono già presenti nel cliente oltre che a far emergere altre potenzialità sopite o inaspettate.

In altri termini, il counseling non è una forma di cura poiché il concetto di cura presuppone un paziente, una malattia o una patologia; nel counseling infatti il cliente è una persona sana che semplicemente sta attraversando un momento difficile ma che desidera attivare le proprie risorse nelle situazioni di crisi, i propri strumenti e le proprie potenzialità. L’obiettivo è quello di accompagnare il cliente ad auto-conoscersi ed auto-aiutarsi.

Il Counseling a indirizzo psicogenealogico in particolare, è una forma di counseling che permette di osservare il cliente sia nella sua unità di corpo-mente-emozioni-anima sia inquadrandolo all’interno della cornice del suo sistema famigliare e delle eredità che da esso derivano.  In questo modo il percorso che si sviluppa permette alla persona di intraprendere un cammino di autoconoscenza e di autoguarigione sia propria che del proprio sistema familiare.

COME SI SVOLGE UN PERCORSO DI COUNSELING?

Il Counselor non dà consigli, non consola, non dice al cliente cosa fare e non propone soluzioni; egli accoglie empaticamente il vissuto del cliente, lo ascolta senza giudizio e lo aiuta a volgere lo sguardo verso la parte più saggi a e potenziata di sé. Nel momenti di particolare difficoltà, infatti, ci si può sentire bloccati, inadeguati, affranti, senza sapere da che parte andare e lo sconforto limita la capacità di attivarsi per trovare una via di trasformazione.

Un percorso di counseling aiuta a sviluppare qualità e capacità comunicative, relazionali ed empatiche al fine di ristabilire l’equilibrio emotivo e permettere alla persona di riprendere contatto con sé, con i propri bisogni, le proprie risorse e la propria vita. Gli incontri di counseling durano circa 60 minuti, hanno cadenza bisettimanale e prevedono per il cliente piccole attività, compiti ed esercizi da fare a casa al fine di stimolare e sviluppare la gestione delle proprie competenze e capacità.

NOTA BENE: Il counseling non è una forma terapeutica e non sostituisce in nessun caso terapie di tipo medico, psicoanalitico o psichiatrico. Si tratta di un cammino in cui la relazione d ‘aiuto fra cliente e operatore è volta ad attivare le risorse interiori del cliente al fine di vivere una vita più felice e più serena.
Il termine psicogenealogia si ispira principalmente al lavoro di A. Schutzenberger, ma si contestualizza nelle tecniche di counseling umanistico, al fine di aiutare la persona a comprendere la propria storia familiare per scegliere più liberamente quali passi muovere nel mondo.