La sana incoerenza

incoherence

 
Premetto che non si tratta di un post politico anche se lo spunto mi è arrivato dal “mandato zero”; non desidero iniziare polemiche, semplicemente la notizia mi ha portato a fare alcune riflessioni.
E se il mio compagno mi dicesse “tesoro, finora abbiamo scherzato con la monogamia, da domani coppia aperta” io come la prenderei?
 
Sembra che affidabilità e responsabilità siano collegate all’essere coerenti, eppure ciascuno di noi ha bisogno di sperimentare momenti di sana incoerenza, di far qualcosa che non è tipico di noi, di cambiare idea, cambiare strada o quanto meno provare a valutare altre alternative, reinventarsi, o forse semplicemente ascoltarsi dentro.
 
Nel corso dei miei 40 anni ho vissuto tantissimi cambiamenti, nel corpo, nei pensieri, nelle credenze; tutto ciò mi rende un saporitissimo minestrone e guardando ancora avanti chissà quali altre incoerenze mi aspettano, quali nuovi punti di vista.
 
L’incoerenza nasce quando c’è contraddizione tra pensieri, parole e azioni per cui vista così, essa può essere un passaggio intermedio tra ciò che dicevo e facevo prima e ciò che di nuovo mi sta chiamando oggi. Lo si riconosce subito perché è un periodo di crisi profonda, in cui si mette tutto in discussione… una forza imperiosa che porta a distruggere dell’immagine che si ha di sé stessi (o che si vuole dare) e a modificare il proprio agire spinti da un nuovo modo di vedere e di vedersi.
 
Dopo l’incoerenza iniziale, in cui spesso ci sentiamo dire “non è da te” oppure “non ti riconosco più”, è bene che segua un periodo di ritrovata coerenza, in cui finalmente torniamo ad allineare pensieri, parole, azioni e valori rinnovati alla luce delle nuove consapevolezze.
 
L’incoerenza non è sana però quando il cambiamento non è supportato da una modifica di visioni e di valori; in tal caso è solo un cambiare le carte in tavola affinchè il gioco continui a girare a proprio vantaggio. Non la definirei quindi sana incoerenza ma pura e semplice scorrettezza, opportunismo.
 
Qual è il limite sottile che separa l’una dall’altra? Come faccio io a dire se sono incoerente in modo sano? Per prima cosa occorre sospendere il giudizio, sempre e solo cattivo consigliere; seconda cosa chiediamoci quali valori ci spingono a trasformare il nostro agire; dopo averli individuati, chiediamoci se restano costanti o se si modificano in base alle situazioni o al nostro vantaggio. E’ solo l’ascolto interiore e profondo la bussola con la quale indirizzare le nostre vite.
 
Per riprendere la domanda iniziale, che cosa risponderei al mio compagno? In realtà la risposta me l’ha data proprio lui, quando gli ho posto la domanda con leggerezza mentre sistemava il bucato: è una cosa che non mi appartiene “in questo momento”. In pieno spirito della sana incoerenza! Bravo, risposta esatta!

Autore: Diana Cannarozzo

Counselor, operatrice olistica e di benessere, mi occupo della relazione d'aiuto offrendo sostegno professionale. Iscritta al registro professionale ASPIN, ricevo a Milano e a Vigevano

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